FRANCO BARITUSSIO

vicini al territorio

LA PROCEDURA

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24 febbraio 2017

L’UE ha avvertito l’Italia: o entro aprile il nostro Paese attuerà una manovra correttiva di almeno lo 0,2% del PIL , oppure scatterà la procedura.

Nell’intervista di ieri a Parigi, a margine del capital markets summit 2017, il ministro dell’Economia Padoan cerca di tranquillizzare tutti ricordando che “il governo sta lavorando per accelerare le riforme sia nell’introduzione di nuove misure che nell’implementazione di quelle già adottate“.  Fin qui nulla di nuovo rispetto alle risposte che il ministro era solito dare in momenti come questi ancora ai tempi del governo Renzi.

Nel proseguio dell’intervista, però, Padoan, solitamente serafico, si concede un paio di esternazioni che fanno riflettere. “Senza un drastico cambio di strategia”, afferma il ministro, “c’è il rischio che la Brexit non rimanga un caso isolato, ma ci siano altre uscite”. E poi, chiamando in causa i cittadini europei, il ministro pone il problema di tante persone che chiedono più lavoro, più sicurezza, più welfare.

Nella stessa giornata Padoan interviene anche su twitter, ribadendo le medesime preoccupazioni, e riconducendo le stesse alla base del crescente populismo nel continente.

C’è a questo punto da chiedersi se questo atteggiamento del ministro sia un normale sfogo dovuto allo “stress da continue manovre”, oppure se queste sue esternazioni preludano ad eventi ormai vicini di cui lui sarebbe già a conoscenza.

Franco Baritussio

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