FRANCO BARITUSSIO

vicini al territorio

08/03/2017
di Franco
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LA FUGA

7 marzo 2017

A tre anni dalla riforma delle UTI in FVG, dopo il caso di oltre 50 comuni “ribelli” che nelle neonate Unioni non ci sono mai voluti entrare, si cominciano a registrare, dalle Unioni già costituite, le prime defezioni. Anche le penalizzazioni economiche sui trasferimenti agli enti locali non facenti parte delle Unioni, volute dalla maggioranza che governa la Regione, non riescono più a fungere da deterrente.

Questi nuovi tentativi di fuga devono far riflettere. E’ evidente che la nuova macchina organizzativa del sistema delle Autonomie locali imposta dall’alto con la L.R. 26/2014 stenta a decollare. Forse è il momento di prendere atto che non si tratta più di un semplice “braccio di ferro politico per partito preso”, ma di qualcosa che attiene sempre più alle difficoltà reali di riorganizzare in modo coerente ed efficace i servizi che l’ente locale deve rendere ai cittadini.

La Giunta regionale continua imperterrita a seguire la strada del braccio di ferro e, intanto, la sabbia della clessidra che divide l’oggi dal termine della legislatura continua a scendere inesorabile non lasciando intravedere alcun cambio di rotta.

La logica lascia intuire che, continuando di questo passo, non se ne verrà più fuori. Se il fine (nobile) era quello di rendere più qualitativi i servizi raggiungendo un risparmio di scala, cosa costa (e costava) fissare degli standard minimi di ottimizzazione dei servizi stessi, organizzando un sistema di convenzionamento che consenta o consentisse ai comuni di scegliere con chi mettersi in rete per raggiungere lo scopo?

Intanto la sabbia nella clessidra continua a scendere.

Franco Baritussio